Disposizioni per il controllo dei fumi naturale
Il controllo dei fumi a tiraggio naturale è realizzato mediante evacuatori naturali di fumo e ingressi d’aria, posizionati in modo da garantire un buon spazzamento dell’area interessata. Questi elementi comunicano direttamente con l’esterno o tramite condotti.
Evacuatori di fumo
- Evacuatori in copertura
- Aperture di facciata
- Bocchette
Ingressi d’aria
- Aperture di facciata
- Le porte dei locali che si aprono verso l’esterno o verso volumi ampiamente ventilati
- Vani scala non chiusi
- Bocchette

Nessuna apertura può avere una dimensione inferiore a 20 centimetri. Quando il volume da liberare dai fumi è seminterrato e l’immissione d’aria non può essere naturale, possono essere eccezionalmente impiegati ingressi d’aria meccanici: possono allora essere combinati solo con evacuatori in copertura, e la velocità dell’aria all’uscita della bocchetta è limitata a 5 m/s.
Disposizioni per il controllo dei fumi meccanico
Il controllo dei fumi a tiraggio meccanico è realizzato mediante estrattori meccanici unitamente a ingressi d’aria, naturali o meccanici, distribuiti in modo da garantire una portata di spazzamento. Oltre allo spazzamento dei fumi, è possibile aggiungere una pressurizzazione degli spazi da proteggere.
L’estrazione dei fumi e l’immissione meccanica d’aria sono assicurate da bocchette collegate a un ventilatore di estrazione. Come indicato in precedenza, la velocità dell’aria agli ingressi non deve superare i 5 m/s; devono inoltre avere una portata pari a circa 0,6 volte la portata di estrazione.
I ventilatori di controllo dei fumi devono essere conformi alla norma NF EN 12101-3 e recare la marcatura CE. Devono garantire una resistenza ai fumi caldi di 400 °C per 90 minuti. Il loro dimensionamento deve tenere conto delle perdite dovute alle fughe e alle perdite di carico.
Caratteristiche dei condotti
Per il controllo dei fumi naturale, due regole devono essere rispettate dai condotti per risolvere i problemi legati alle perdite di carico generate:
Regole dei condotti (naturale)
- Il rapporto tra la dimensione maggiore e la dimensione minore deve essere ≤ 2.
- La sezione del condotto deve essere uguale o maggiore della superficie libera delle bocchette che serve.
I condotti di evacuazione verticali non possono avere più di due deviazioni, con un angolo massimo di 20 gradi. Le diramazioni orizzontali di piano (collegamenti orizzontali di piano dei condotti di evacuazione) devono avere una lunghezza massima di 2 metri, salvo dimostrazione di una portata adeguata. Per giustificare questa portata, occorre svolgere un calcolo ipotizzando che i fumi abbiano una temperatura di 70 °C, che la temperatura esterna sia di +15 °C e che non vi sia vento.
L'IT 246 non vieta le soluzioni alternative
L'istruzione autorizza l'adattamento delle soluzioni descritte, a condizione di ottenere risultati equivalenti: lavaggio soddisfacente e stratificazione dei fumi preservata. La dimostrazione avviene tramite simulazione, nel quadro degli obiettivi del controllo del fumo.
Circolazione chiusa
Le bocchette di ingresso dell’aria e di estrazione sono posizionate in modo alternato. Nel caso di una circolazione rettilinea, la distanza massima tra l’ingresso dell’aria e l’estrazione è di 10 metri; se la circolazione non è rettilinea, la distanza massima è di 7 metri. Per collocare la prima bocchetta, si misurano 5 metri dall’asse della prima porta accessibile al pubblico.


Posizioni & superfici
- Ingressi d’aria: bordo superiore al massimo a 1 metro dal pavimento.
- Evacuatori di fumo: bordo inferiore dei condotti almeno a 1,8 metri dal pavimento, interamente collocati nel terzo superiore della zona di circolazione.
- Superficie libera di 10 dm² per unità di passaggio (UP); se una sola bocchetta di estrazione serve due ingressi d’aria, l’estrazione deve avere una superficie libera di 20 dm² per UP.
Caso 1 (generico): il locale
Regole di dimensionamento
Locali ≤ 1.000 m²
- Superficie utile di evacuazione: minimo 1/200 della superficie del locale, oppure calcolata tramite la tabella per locali > 1.000 m² con il rapporto α.
- Superficie libera degli ingressi d’aria: pari alla superficie geometrica degli evacuatori di fumo.
Locali > 1.000 m²
- Superficie utile NSHEV: determinata dal tipo di attività (classe dell’edificio) e dal rapporto α.
- Valore minimo della zona di fumo di 1.000 m² (anche se inferiore).
- Superficie utile = rapporto α × superficie della zona di fumo.
- Ingressi d’aria: pari alla superficie geometrica degli evacuatori.
Caso 2: vano scala & caso 3: zona di fumo
Caso 2 — il vano scala
Lo spazzamento naturale di un vano scala è realizzato mediante un dispositivo di evacuazione collocato:
Regole di dimensionamento (vano scala)
- In copertura con una superficie geometrica (Av) di 1 m², oppure in facciata con una superficie libera (SLC) di 1 m² alla sommità del vano scala.
- E, in entrambi i casi, un ingresso d’aria alla base del vano scala di 1 m² di superficie libera (SLC).
- Dispositivo di comando al livello inferiore della scala.
- Riarmo (chiusura) possibile dalla base della scala o dal pianerottolo superiore.
Il controllo dei fumi naturale dei vani scala è un sistema indipendente dal sistema di sicurezza antincendio dell’esercizio. Gli impianti di controllo dei fumi dei vani scala sono qualificati nella norma NF S61-932 del luglio 2015. Se il controllo dei fumi naturale non è possibile, il vano scala deve essere pressurizzato da un’immissione meccanica d’aria, che deve essere combinata con il controllo dei fumi del volume direttamente collegato.
Caso 3 — la zona di fumo
La determinazione delle zone di fumo è definita nell’Istruzione Tecnica 246:
Regole di dimensionamento (zona di fumo)
- Zona di fumo obbligatoria per i locali superiori a 2.000 m² oppure lunghi più di 60 metri.
- Superficie massima di una zona di fumo: 1.600 m² oppure 60 metri di lunghezza.
- Spessore dello strato di fumo: se H ≤ 8 m, tra il 25% e il 50% dell’altezza di riferimento; se H > 8 m, tra 2 metri e il 50% dell’altezza di riferimento.
- Altezza libera dai fumi (HL) mai inferiore a 1,8 metri.
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