La legge ESSOC: uno Stato al servizio di una società di fiducia
La legge ESSOC — nota anche come legge per « uno Stato al servizio di una società di fiducia » — è una legge francese promulgata il 10 agosto 2018. Il suo obiettivo è semplificare i rapporti tra l’amministrazione e i cittadini, le imprese e le associazioni.
L’acronimo ESSOC sta per « État au service d’une société de confiance » (uno Stato al servizio di una società di fiducia). La legge si inserisce in uno sforzo di modernizzazione dell’amministrazione francese, per renderla più accessibile ed efficiente sia per i cittadini sia per le imprese.
Comprende misure volte a ridurre l’onere amministrativo per le imprese, a facilitare le procedure per i privati e a rafforzare i diritti degli utenti nei loro rapporti con l’amministrazione. Mira inoltre a incoraggiare l’innovazione e la sperimentazione all’interno dell’amministrazione.
« Uno Stato al servizio di una società di fiducia »: la legge del 10 agosto 2018, che istituisce in particolare un diritto all’errore e una logica di fiducia tra l’amministrazione e il pubblico, al servizio della semplificazione e dell’innovazione.
Le principali misure della legge ESSOC
Tra le misure di punta della legge, diverse disposizioni trasformano il rapporto tra il pubblico e l’amministrazione:
Le disposizioni chiave
- Un diritto all’errore per privati e imprese: correggere un errore di dichiarazione o di domanda senza essere sanzionati.
- La possibilità per le imprese di concludere accordi con l’amministrazione per semplificare i propri obblighi dichiarativi.
- Generalizzazione della mediazione per comporre le controversie tra l’amministrazione e il pubblico o le imprese.
- La creazione di un diritto alla disconnessione per i dipendenti al di fuori dell’orario di lavoro.
- Semplificazione dei permessi di costruire, incluso un permesso di costruire tacito quando l’amministrazione non risponde.
La legge ESSOC applicata alla sicurezza antincendio
Prima della legge, le regole di sicurezza antincendio erano piuttosto rigide e potevano risultare difficili da applicare in alcuni edifici. Ad esempio, per gli edifici aperti al pubblico (ERP) di 4ª e 5ª categoria, era obbligatorio installare un impianto di controllo dei fumi meccanico o naturale, anche quando erano già presenti altre misure di sicurezza: porte tagliafuoco, rivelatori di fumo e così via.
La legge ESSOC ha introdotto una misura di semplificazione consentendo agli edifici aperti al pubblico di essere esentati da alcuni obblighi normativi. Questa esenzione deve essere giustificata da uno studio di sicurezza antincendio condotto da un esperto e approvata dalla commissione di sicurezza competente. La giustificazione riguarda tre punti: il controllo dei fumi, la stabilità degli elementi portanti e la facilità di intervento.
La soluzione di effetto equivalente (SEE) permette di sostituire un requisito normativo con una soluzione diversa, a condizione che sia dimostrato che essa raggiunge un livello di sicurezza equivalente a quello della regola di riferimento.
Un’esenzione giustificata da uno studio di ingegneria
La legge limita l’ambito delle deroghe possibili precisando che solo i requisiti basati sui mezzi possono essere affrontati con una soluzione equivalente. Il committente è quindi tenuto a dimostrare che la regola di riferimento non può essere attuata e a dimostrare che i risultati ottenuti sono equivalenti a quelli che deriverebbero dall’applicazione della regola di riferimento.
I tre punti giustificabili con una SEE
- Il controllo dei fumi del volume o dei volumi interessati.
- La stabilità degli elementi portanti della struttura.
- La facilità di intervento per i servizi di soccorso.
Un'esenzione non è mai una riduzione della sicurezza
L'equivalenza dimostrata dal calcolo può poi essere verificata in loco: i test del fumo confermano al collaudo che il comportamento reale dei fumi corrisponde alle simulazioni del dossier.
Garantire la sicurezza delle persone nonostante l’esenzione
È importante sottolineare che l’esenzione dal controllo dei fumi non deve compromettere la sicurezza delle persone presenti nell’edificio in caso di incendio. L’introduzione di altre misure di sicurezza deve quindi essere valutata con attenzione per garantire un livello di sicurezza sufficiente.
Sebbene la legge ESSOC consenta un’esenzione, in alcune situazioni può essere fortemente raccomandato installare un impianto di controllo dei fumi per garantire un’evacuazione rapida e sicura in caso di incendio.
Quando il controllo dei fumi resta essenziale
Quando i locali comprendono spazi confinati, zone di stoccaggio di materiali infiammabili o accolgono un gran numero di persone, l’installazione di un impianto di controllo dei fumi può rivelarsi essenziale per garantire la sicurezza degli occupanti.
Rivolgersi a uno studio certificato nell’ingegneria del controllo dei fumi
È oggi possibile valutare le prestazioni dell’impianto di controllo dei fumi mediante un’analisi CFD e studiare il movimento dei fumi, la temperatura e il profilo di visibilità tenendo conto di vari scenari d’incendio.
Il percorso normativo di una SEE
- Il committente si avvale di un organismo competente accreditato (ORC) per proporre soluzioni di effetto equivalente.
- Presenta un fascicolo di domanda per ottenere un certificato che attesti il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio.
- L’organismo accreditato esamina il fascicolo, valida la SEE e rilascia un certificato di conformità agli obiettivi.
- A lavori ultimati, il verificatore certifica che gli obiettivi di sicurezza antincendio sono stati raggiunti.
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